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Riflessioni sulla morte di Venezia.

Napoleone invade la Serenissima Repubblica Veneta.
L'armata francese violenta il Popolo veneto.
Le orde napoleoniche razziano il patrimonio veneto.
Il Congresso di Vienna (1814-1815).
Riflessioni sulla morte di Venezia.

 

Venezia, di punto in bianco, capitola, perché? Si dice che sia colpa del crollo commerciale. Qualcuno immagina un governo stanco di governare. E allora che cosa si può dire delle centinaia e centinaia di Nazioni meno ricche e meno longeve della Serenissima ancora in piedi? E che dire di quelle Nazioni, seppur piccole, che hanno riacquistato la libertà? Forse è più logico pensare che la morte di Venezia sia avvenuta per colpa di governanti inetti, menefreghisti e “servidori de tanti paruni”.

Dalle numerose e spontanee ribellioni popolari antifrancesi avvenute nei territori eneti in questo infausto periodo napoleonico, appare chiaro che il Popolo veneto non voleva assolutamente saperne di invasori stranieri, proprio come avvenne quattrocento anni prima contro la Lega di Cambrai. E mai una volta nella storia della Serenissima i Veneti si ritorsero contro la propria Repubblica, segni evidenti che sotto San Marco la gente stava bene. Perché, dunque, gli ultimi governanti veneti non tennero conto in nessuna occasione della volontà popolare? E perché nessun governo veneto da allora ai nostri giorni ha mai rivendicato pubblicamente giustizia tenendo conto dei fatti storici? E' chiaro, contrariare i nuovi padroni significava come minimo perdere la carica istituzionale con tutti i relativi benefici che essa comporta.

DaL’ultimo Maggior Consiglio
 
L'ultimo Maggior Consiglio, impotente di fronte alla supremazia francese, vota e accetta il governo municipale imposto da Napoleone con 598 voti favorevoli, 7 contrari, 14 astensioni (quei 7 contrari dovrebbero essere ricordati come eroi), cancellando in un baleno 11 secoli di storia della Serenissima. Un tale quorum esaudente le richieste di Napoleone non poteva che significare ingraziarsi il tiranno per esigenze future.
E chi ci rimise in quest’operazione? Non certo gli ex governanti che ben presto rivedremo occupare la vecchia poltrona e mantenere pure tutti i loro beni.
Da questi “calabrache” Napoleone selezionò la peggiore classe dirigente immaginabile. Egli impose un governo democratico veneziano filo-francese senza alcuna difficoltà (più verosimilmente filo-francese per opportunismo come lo saranno in seguito i governi filo-austriaco e filo-italiano). Molti nobili, infatti, si precipitarono da Napoleone alla villa di Stra, per assumere le nuove cariche che egli distribuiva a “gente abietta che sostava giorni e giorni sulle soglie delle mie stanze e che sembrava mi chiedessero l’elemosina” (dalle “Memorie”) . Mi par di vederli… uguali a tanti politici odierni che si affannano per conquistare la “karega” del potere, dispensando compiacenti ghigni e false promesse e, all’occorrenza, sconfinando nell’illegalità per conservarla il più a lungo possibile pur non avendo né merito né doti. 
I nuovi dirigenti filo-francesi di allora, come tanti di oggi politicamente loro eredi, escludevano qualsiasi pensiero ideologico sociale come patria, popolo, evoluzione storica e culturale della propria gente, morale collettiva ecc. Principi, probabilmente, esclusi da tempo dalla loro antica scuola basata fondamentalmente su “commercio e finanza”. Il banchiere Lippomano era stato del resto ben chiaro, quando scrisse ai suoi colleghi “Bisogna essere delle nullità, come noi siamo, per riuscire a tenere tutto” (9). E tennero veramente tutto.
Ma come sarebbe disegnata ora l’Europa se quel Maggior Consiglio invece di “calare le brache” avesse aderito alle Coalizioni antigrancesi proposte dall’Austria? E’ una domanda alla quale ci vuol poco per rispondere: la Serenissima si sarebbe seduta coi vincitori al Congresso di Vienna e, probabilmente, avrebbe mantenuta la sua indipendenza. Perché dunque non scegliere la Coalizione? E' Impossibile credere che dal 1791, anno in cui venne chiesto alla Serenissima di aderire alla prima alleanza antifrancese, al 1797, anno dell’abdicazione, nessuno del Maggior Consiglio abbia pensato che coalizzarsi significava affiancare un potenziale vincitore. In fin dei conti i duellanti nell'Europa di quell'epoca erano solo due: la Francia e i coalizzati. Ecco che alleandosi la Serenissima poteva vincere o perdere, ma restando isolata la certezza di cadere vittima di uno dei due contendenti era assoluta. Ed è proprio andata così, la gloriosa Repubblica “lìbara” è morta e il Popolo veneto, da allora orfano di madre Patria e educato dagli occupanti a considerarsi di tutto fuorché un Popolo, non sa più se ha una storia e nemmeno se ha un futuro. E' probabile che un giorno, forse non molto lontano, nei libri di storia si trovi scritto: "C’era una volta il Veneto".

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NOTE:

(9) 9) Dal sitohttp://cronologia.leonardo.it/storia/a1819.htm