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Riportare la statua di Napoleone a Venezia, equivale a portarne una di Adolf Hitler in Israele.NAPOLEONE: “Sarò un Attila per lo Stato veneto”.Il proto-nazi-comunista Napoleone e i suoi fans.
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Ma guarda tu come gira il mondo, i veneti di un tempo fecero
grand la
loro Serenissima Repubblica, poi, un maledetto giorno di quel maledetto 1797 (17 aprile,
Pasque veronesi - 17 ottobre,
Trattato di Campoformido),
se la videro strappare di mano da un vigliacco aggressore "proto-nazi-comunista" di nome Napoleone ed
oggi, i discendenti "senza patria" di quei gloriosi
veneti, si sognano di riportare a Venezia la tanto odiata statua raffigurante quel brigante che a Graz, il 25 aprile del 1797, dichiarò ai
deputati veneziani Francesco Donà e Leonardo Zustinian "Sarò un Attila per lo Stato
veneto". Che cavolo di amministratori abbiamo noi veneti? Si ricordano della statua di uno straniero invasore, trovando anche da ridire se qualcuno gli da contro, e dimenticano nelle galere il patriota di casa nostra Luigi Faccia, un uomo, non una pietra, e per giunta veneto, proprio come loro, con la differenza che lui ama la sua patria veneta tanto da sacrificare la propria vita, mentre loro (gli amministratori veneti) se ne fregano di lui, della patria e della gente veneta. Bell'onore e bella gloria! Troppi collaborazionisti, opportunisti e caporali si sono succeduti nelle amministrazioni locali dopo quella vergognosa violazione dei diritti umani sancita coll’altrettanto vergognoso Congresso di Vienna (1814-1815) tanto che ormai ci siamo abituati a tutto, ma almeno ci venisse risparmiato il dolore del ricordo ed invece no, non basta essere diventati proprietà altrui, ci tocca pure subire e patire l'umiliazione di guardare "in faccia" il nostro sicario. Bella scoperta far ritornare a Venezia una misera statua, e chi fa ritornare le oltre settanta chiese distrutte da quel miserabile essere raffigurato in
quella statua? Che venga onorato pure qualsiasi delinquente, ma che si faccia tra le mura domestiche, non in pubblici luoghi, e nemmeno si faccia sapere in giro che c'è gente che onora il nemico della propria patria, la vergogna sarebbe troppo grande. 16 aprile 2002 - Paolo Pegoraro |
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Albert Gardin euvenezia@libero.it