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- Selezione di detti sui dialetti, tratta dal portale dei Baresi nel Mondo www.dondialetto.it
- Dialetto è impegno, coerenza, approfondimento, uniformità. È
materia di studio e d’insegnamento. Gigi De Santis: Centro Studi “Don
Dialetto”. (Ricerca e Divulgazione della
Cultura Popolare Barese)
Riflessioni sul dialetto
ILa seguente lista di detti contiene solo una parte delle oltre 150
riflessioni sul dialetto di noti cultori, dialettologi e linguisti in
maggioranza
pugliesi, ma anche italiani e qualcuno pure straniero. L'intera raccolta è
disponibile sul
sito "Don Dialetto" a cominciare dalla pagina Web http://www.dondialetto.it/bari/articles.asp?id=11&page=1.
- NOTA IMPORTANTE: questa lista contiene riflessioni di autori di cui mancano dati
di approfondimento come ad esempio loro biografie.
- Lista di detti compilata in sequenza temporale, seguendo la data di
raccolta dei dati. Gli autori sono in ordine alfabetico nel menu a discesa Cos'ha
detto... e nella pagina Biblioteca.
Leopardi
Giacomo Leopardi (poeta romagnolo)
Così i nostri mezzi filosofi
italiani, sapendo bene che il volgo non può essere il legislatore
della favella scritta, nè la lingua volgare può mai bastare ai
progressi dello spirito umano, nè alla fissazione,
determinazione, distinzione e trasmissione delle cognizioni;
perciò pretendono che qualunque lingua scritta, e qualunque stile
debba appartarsi affatto
dal volgare, ed escludono affatto il volgare dallo scritto, non
avendo bastante filosofia per distinguere il bello dal vero, e
quindi la letteratura e la poesia dalle scienze; e vedere che
prima fonte del bello è la natura, la quale a nessun altro genere
di uomini parla sì vivamente, immediatamente, e frequentemente, e
da nessuno è così bene, e felicemente, e così al vivo e
propriamente espressa, come dal volgo.
(Giacomo
Leopardi, Zibaldone e biografia - Einaudi (Ed. digit *.pdf)
pag. 909). Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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Migliorini
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Bruno
Migliorini (linguista rovigotto)
È ancor
largamente diffusa, a proposito dei dialetti e dei loro rapporti con la
lingua, un’opinione che si può senz’altro qualificare erronea. Molti
ritengono che i dialetti non siano che una corruzione della lingua stessa,
e ne traggono la conseguenza che si debba fare ogni sforzo per eliminarli,
sostituendoli con la lingua nazionale. È opinione errata, perché
contraria a tutto ciò che sappiamo intorno all’origine e alla
formazione storica dei dialetti. La lingua nazionale parlata e scritta,
per non diventare unicamente libresca e quindi isterilirsi, deve mirare a
mantenere il contatto con i dialetti suoi fratelli.
Bruno
Migliorini (biografia): Conversazioni sulla lingua italiana – Firenze –
Felice Le Monier). Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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LombardoRadice
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Giuseppe
Lombardo-Radice (pedagogista catanese)
Il dialetto
è una lingua viva, sincera, piena ed è la lingua dell’alunno, perciò
l’unico punto di partenza possibile a un insegnamento linguistico.
Giuseppe
Lombardo- Radice (biografia): Lezione di didattica e ricordi di esperienza magistrale –
Bari, 1913. Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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Monaci
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Ernesto Monaci (filologo romanzo
viterbese)
Comune fra
noi è il malvezzo di prendere il dialetto in burla e vilipenderlo.
Perfino nella scuola, spesso ciò si fa in termini che nell’animo del
fanciullo si ingenera soltanto vergogna e disprezzo di quello che apprese
fra le pareti domestiche. Mentre l’arte, coll’opera dei suoi poeti,
dai vernacoli più aspri e incolti, ha saputo trarre effetti mirabili da
farli gareggiare in potenzialità con l’idioma nazionale.
Ernesto
Monaci (biografia): Pe’ nostri manualetti – Miglioni e Strini – Roma,
1918. Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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Pio12
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Pio XII (papa Eugenio Pacelli)
I dialetti
sono specchi più fedeli, più spontanei, forse anche primigenii
dell’interiore linguaggio che procede ogni fatto linguistico.
Pio XII
(papa Eugenio Pacelli) (biografia): III
Congresso dei poeti dialettali Ott. 1957) Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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Zanzotto
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Andrea Zanzotto (poeta
trevisano)
1) Il dialetto
è un mondo completo, con una sua cultura, una sua forza, una sua
caparbietà, una sua volgarità ed una sua gentilezza.
2) Il dialetto è
tellurico e sotterraneo. Addentrandosi è come fare speleologia del
linguaggio. Si può pensare in dialetto e scrivere in perfetto italiano.
3) Se il dialetto
viene usato nelle scuole, se ne agevola la comprensione.
Andrea
Zanzotto (biografia) e altre notizie in «Non fate morire il dialetto».
Rassegna delle Tradizioni Popolari N° 1, 1994. Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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Devoto
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Giacomo Devoto (linguista genovese)
Se non parli
il tuo dialetto, o non capisci nessun dialetto non te ne vantare: sei un
mutilato, ti manca un arto.
()
Giacomo Devoto, biografia
Pensiero
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Wittgenstein3
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Ludwig Wittgenstein* (3/3) (filosofo logico
matematico)
La nostra
lingua è come una vecchia città, un labirinto di viuzze, di larghi, di
case vecchie e nuove, di palazzi ampliati in epoche diverse, e, intorno,
la cintura dei nuovi quartieri periferici, le strade rettilinee, regolari,
i caseggiati tutti uguali.
Leggi anche Wittgenstein
1
2
3
Ludwig Wittgenstein, approfondimento
e biografia, filosofo logico matematico
austriaco. Studiò ingegneria a Berlino e a Manchester e, successivamente,
matematica e logica a Cambridge, dove fu compagno di Bertrand Russell.
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Vico2
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Giambattista Vico (2/2) (filosofo
napoletano)
La lingua
volgare è il testimone più grave della storia dei costumi dei popoli,
perché i popoli sono nati nel tempo in cui essi si sono dati una lingua.
Leggi anche Gianbattista Vico
1
2
Giambattista Vico, Biografia e opere, filosofo
napoletano (Napoli 1668-1744).
Pensiero
importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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#DeMauro2
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Tullio De Mauro (2/3) (linguista, filosofo del
linguaggio)
“Studiosi più o meno noti hanno
preteso di certificare la morte dei dialetti confondendo le loro aspirazioni di
“purezza” con la realtà delle cose. I dialetti sono vivi e vegeti, per
fortuna, duri a morire”.
Leggi anche Tullio De Mauro
1
2 3
Tullio De Mauro (biografia): presentazione al
libro: “palòri ti Maruggiu” di Antonio Molendini, Martina Franca, 2000. Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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Fonzeca
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Tonino
Fonzeca (cita Tullio de Mauro)
...I dialetti
portano dentro di sé l’eco della storia, della grande tradizione; si
dice che “interrogando il futuro...ha risposto il passato e adesso
andiamo alla riscoperta delle radici per cercare di capire da dove
veniamo”. ...il grande linguista Tullio De Mauro ha indicato anche nella
scuola uno dei colpevoli [della morte] dei dialetti; in fondo la lingua italiana cos’è?
È un dialetto più fortunato di altri.
Tonino
Fonzeca (Dal volume: Ddò ti fìte t’acchie
jannate, Tonino
Fonzeca –
Editore: Lisi, 1997) Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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DeMauro3
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Tullio De Mauro (3/3) (linguista, filosofo del linguaggio)
I dialetti portano dentro di sé
l’eco della storia: della grande tradizione; si dice che “interrogando il
futuro ha risposto il passato e adesso andiamo alla riscoperta delle radici per
cercare di capire da dove veniamo”.
Leggi anche Tullio De Mauro
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3
Tullio De Mauro (biografia),
linguista italiano (Torre Annunziata 1932).
Ordinario di filosofia del linguaggio all'Univ. di Roma. Pensiero importato dal portale dei Baresi nel Mondo
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AAVV
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Altre riflessioni sul
dialetto
La lista che segue contiene pensieri di
studiosi dei quali mancano informazioni di approfondimento. Tutti i dati
esposti sono importati dal portale dei Baresi nel Mondo
www.dondialetto.it.
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Ascanio
Persio - Non nella letteratura classica di Roma, ma
nei dialetti popolari d’Italia bisogna cercare le sorgenti
dell’italiano. (Ascanio Persio: 1554-1616 Materano).
Francesco
D’Amelio: Ogni dialetto non si nega
all’intelletto, ambasciatore è della mente e le cose tutto
spiega come l’anima lo sente.(Francesco D’Amelio: poeta
leccese dell’ottocento).
| Armando
Perotti 1: Chi predica la prossima sparizione
dei dialetti, invocando il giorno felice in cui tutti gli
italiani parleranno come insegna la Crusca, è un illuso,
per non dir peggio, che crede alle generalizzazioni e non sa
che la forza della vita sta nella
individualizzazione.(Armando Perotti: Bari dei nostri
nonni, Corriere delle Puglie, Bari, 14/7/1907). |
| Francesco
Nitti di Vito: Per non dimenticare o alterare il
classico e autentico dialetto oggi il nostro popolo, per un
malinteso senso di civiltà volendo parlare in pulito, parla più
sporco che mai, e confondendo spaventosamente poche e guaste
parole italiane a frasi e modi di dire dialettali, né la madre
lingua italiana onora, né il patrio dialetto favella.(Francesco
Nitti di Vito: Rime Baresi, «introduzione», 1910). |
Engardo:
Dare al popolo un linguaggio diverso da quello che ha appreso
dalla voce materna, che sente ripetere ad ogni momento per la via,
nella casa, dovunque esso si aggira e vive, è come voler falsare
la natura. (Engardo: Dalla prefazione del poema di
Gaetano Granieri, Bari, 1912).
Pietro Centrelli:
Tutti i ricordi dei nostri primi anni, tutte le immagini più
belle e più vive della nostra infanzia, sono intimamente
associate alla lingua, al dialetto che apprendiamo dalle labbra
materne. (Pietro Centrelli: I dialetti
nell’insegnamento della grammatica e della lingua secondo nuovi
programmi – Bari, 1924).
| Idelfonso
Nievi: Il dialetto è come la madre: può essere bella
o brutta, ma è tua. (Idelfonso Nievi, Bari, 1954) |
Armando
Perotti 2:
Il dialetto è l’espressione naturale, non artificiale, delle
particolari attitudini fisiche e morali d’un popolo; esso emana
dalle più profonde e salde radici della vita, ed è quello che è,
perché non poteva essere altrimenti. (Armando Perotti: Bari
dei nostri nonni, Corriere delle Puglie, Bari 14/7/1907)
Engardo:
Esprimere i sentimenti del popolo nel suo dialetto nativo è vera
manifestazione d’arte. (Engardo: Dalla prefazione del poema
di Gaetano Granieri, Bari 1912)
Pietro Centrelli:
Il dialetto racchiude quanto di più nobile e di più caro abbia
un popolo: l’indole, i costumi, l’anima, la vita in tutte le
vicissitudini. (Pietro Centrelli: I dialetti
nell’insegnamento della grammatica e della lingua secondo nuovi
programmi – Bari 1924)
Alfredo Giovine 1:
Il dialetto rappresenta per ognuno di noi i ricordi più cari
della fanciullezza e nel contempo riflette l’indole, le
tradizioni e le caratteristiche spontanee di una determinata
comunità umana. Chi può dimenticare le attenzioni, le
apprensioni materne manifestate con il linguaggio dialettale? (Alfredo
Giovine:Pulpe Rizze, Bari 1963)
Maria Brandon Albini:
Il dialetto rimane lo strumento capace di esprimere la
tradizione, e contiene in sé i sedimenti di tutte le forme
culturali e religiose del passato, cadute in disuso ma rimaste
ancor vive nel subcosciente collettivo. (Maria Brandon Albini: in
“Mezzogiorno Vivo”, Milano 1965)
| Filippo
Roscini 1: Per spegnere il dialetto, dovremmo uccidere
il cuore, dovremmo far morire l’uomo, non quello posticcio ed
artefatto, che turbina mimetizzato nelle convenevolezze delle
diverse società, ma quello genuino, quello che infante imparò a
piangere, a sorridere e a balbettare in dialetto sulle ginocchia
materne. (Sac. Dott. Filippo Roscini: Così Parlava Matteo
Spinelli – Giovinazzo 1968) |
| Francesco
Babudri: In primo luogo va assodato che i dialetti non
sono nemici della lingua nazionale come spesso, con dannoso
pregiudizio si crede. (Francesco Babudri: Metropoli
27/5/1960, Bari) |
Pasquale Sorrenti:
Difendiamo il nostro dialetto a denti stretti, perché è certo
che solo così potremmo domani vantare qualcosa di propriamente
nostro, qualcosa d’intimamente sentito, che non può e non deve
morire. (Pasquale Sorrenti: Metropoli 4/8/1960, Bari)
Alfredo Giovine 2:
Nei momenti gravi e tragici, di dolore e in quelli di gioia, le
nostre espressioni sono spontaneamente dialettali, quindi nate con
noi e naturalmente sincere. Quando dobbiamo sottostare ad obblighi
convenzionali, ad atteggiamenti voluti, allora diventiamo
artificiosi, adottando la lingua ufficiale, e non siamo più noi. (Alfredo
Giovine: Pulpe Rizze, Bari 1963)
Engardo 2:
Il
segreto dell’arte dialettale, non è l’esporre la frase, così
come la parla il popolo, bensì come esso la sente. (Engardo:
Dalla prefazione del poema di Gaetano Granieri, Bari 1912)
Oronzo Parlangeli:
...Io credo che il poeta dialettale può e deve restare fedele
al suo dialetto, se non lo fa, rischia di offrire ai suoi lettori,
componimenti redatti o un dialetto annacquato o in un italiano
adulterato. (Oronzo Parlangeli: Per una carta dei
dialetti italiani, 1965)
Sac. Dott. Filippo Roscini:
Il dialetto è un benemerito dell’unità degli animi, anche la
sua funzione riesce altamente dignitosa. Chi può negare, per
esempio, tutto il calore che deriva dal dialetto? (Sac. Dott.
Filippo Roscini: Così Parlava Matteo Spinelli – Giovinazzo
1968)
Daniele Giancane:
Il dialetto nelle scuole è quasi sempre bandito, quando potrebbe
servire anche a imparare meglio l’italiano. (Daniele
Giancane in “La Gazzetta del Mezzogiorno” 28-03-1985)
| Prof. Saverio
Panunzio: ...Anche la scuola per lungo tempo, ha
favorito una politica antidialettale e, solo nel 1979, con
l’approvazione dei nuovi programmi della scuola media
dell’obbligo, ha riconosciuto uno spazio adeguato, nella prassi
didattica, allo studio scientifico dei dialetti che vanno
analizzati; come la lingua, con gli strumenti della
linguistica...Il dialetto s’identifica come tradizione culturale
e memoria storica. (Gazzetta del Mezzogiorno: 13/12/1986, Prof. Saverio
Panunzio, docente di filologia romanza presso l’Università di
Bari) |
Prof. Mauro Zaza:
Il dialetto dev’essere liberato dalle strettoie della
noncuranza, della dimenticanza, del disuso e riproporlo
all’attenzione di tutti quale patrimonio culturale che i nostri
padri ci hanno tramandato, cogliendo palpiti di vita, usi, costumi
e mentalità del nostro passato. (Prof. Mauro Zaza: Dal 6°
concorso di poesia, prosa e inediti dialettali molfettesi
4/12/1986)
| Nicola
Tarantino 1: ...Il dialetto non è la «parlata
di cui vergognarsi; il linguaggio degli umili e degli analfabeti
come ci hanno inculcato con sussiego nell’infanzia»; al
contrario, «come l’inconfondibile profilo architettonico di
ogni città, la parlata dialettale caratterizza e distingue ogni
comunità e ne esprime il fervore dell’intelligenza, la
ricchezza dell’esperienza, l’orgoglio e il vanto della più
antica origine» (Michele Cristallo). Ecco perché il dialetto va
ricercato, conosciuto, trasmesso, apprezzato nella sua valenza
culturale, nella sua suggestione di lingua viva e vitale.
(Gazzetta del Mezzogiorno: 18/1/93, Michele Cristallo; Dal
Lessico del Dialetto Barlettano di Nicola Tarantino (medico) 1987) |
Angelo Tedone:
Il mantenimento di una parlata dialettale significa conservazione
di quella identità culturale, espressione di «autonomia» e di
protagonismo della propria storia. (Dal volume: Grammatica della
lingua rubastina, Angelo Tedone, Ruvo 1990)
Stefano Leonardo Impero:
Al dialetto sia lasciata la dignità di libera lingua popolare
adatta alla conversazione tra conoscenti, o quanto meno alle
effimere composizioni fatte per ravvivare il brio conviviale, con
la ricchezza di un’arguzia spontanea, impossibile a riprodurre
con la lingua letteraria. (Dal volume: Dalle origini del dialetto
pugliese, Stefano Leonardo Impero – Editore: Schena,
1990)
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Alfredo
Giovine 3: Il dialetto nasce con noi come i capelli;
la lingua nazionale si apprende in seguito e l’adoperiamo come
la parrucca. È la stessa differenza che passa tra i denti
naturali e la dentiera, che potrà dare un bel sorriso con denti
non naturali, ma non sarà più sorriso del tutto “nostro”.
(Alfredo Giovine: Pulpe Rizze, Bari 1963)
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Nicola Tarantino 2:
La parlata dialettale caratterizza e distingue ogni comunità e
ne esprime il fervore dell’intelligenza, la ricchezza
dell’esperienza, l’orgoglio e il vanto della più antica
origine. (G. d. M.: 9/9/85, Michele Cristallo: Dialetto
non significa ignoranza Nicola Tarantino -medico- 1987)
Nicola Pice:
Si assiste sempre più all’abbandono del dialetto, la qual cosa
è vista come segno di promozione e distinzione sociale. Comune
quanto errata e antistorica è la convinzione che esso sia una
variante degradata e corrotta della lingua. (Dal volume: Il
dialetto di Bitonto, Nicola Pice, Bitonto, 1990)
Lino
Angiuli: ...La Regione Piemonte con una legge del marzo 1990 intitolata:
<tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza
dell’originale patrimonio linguistico del Piemonte> è
intervenuta, con una serie di misure e iniziative (insegnamento,
ricerca, informazione radio-televisiva, edizioni) a sostegno dei
propri dialetti. A testimonianza emblematica di questo diffuso
timore per la perdita di radici linguistiche, possiamo anche
richiamare la recente costituzione, a Fasano, di una Associazione
privata chiamata, specificamente, «Iniziativa dialetto».
(Dall’articolo: Addio Dialetto arriva «italiano selvaggio» di
Lino Angiuli (G.d.M. 12/11/91)
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Grazia Stella
Elia: Non è dunque il
dialetto che inquina la lingua italiana ma bensì da bombardamenti
di linguaggi di vario genere, da gerghi quali il politichese, il
giornalese, il buro italiano, il sinistrese… (Grazia Stella
Elia: “Il dialetto nella scuola elementare”, da Rassegna
delle Tradizioni Popolari N° 1, 1994)
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| Tonino
Fonzeca (cita Tullio de Mauro): ...I dialetti
portano dentro di sé l’eco della storia, della grande
tradizione; si dice che “interrogando il futuro...ha risposto il
passato e adesso andiamo alla riscoperta delle radici per cercare
di capire da dove veniamo”. ...il grande linguista Tullio De
Mauro ha indicato anche nella scuola uno dei colpevoli [della
morte] dei dialetti; in fondo la lingua italiana cos’è? È un
dialetto più fortunato di altri. (Dal volume: Ddò ti fìte t’acchie
jannate, Tonino Fonzeca – Editore: Lisi, 1997) |
Alfredo Giovine 4:
Si
disprezza il dialetto perché l’uso di esso non ci dà il tono
di persone elevate. Crediamo che non valga la pena di prendere in
considerazione tale vile linguaggio, mentre seri linguisti e
dialettologi ci danno lodevoli esempi per l’interesse dimostrato
verso i vernacoli italiani. (Alfredo Giovine: Pulpe Rizze,
Bari 1963)
Sac. Dott. Filippo Roscini:
A
volte avremmo pagato chi sa quanto, pur di confabulare con gente
nostra, e quando il caso in un modo o nell’altro ci si mostrava
benigno, allora erompeva dal nostro cuore, calda e commovente
l’espressione «Aria della mia terra». (Sac. Dott. Filippo
Roscini: Così Parlava Matteo Spinelli – Giovinazzo 1968)
Mario Cosmai:
Il dialetto di
ogni luogo è inestinguibile, perché è la lingua del popolo, delle
famiglie, dei sentimenti e degli affetti, della nostra identità,
infine, personale e ambientale. (Mario Cosmai)
Francesco Mininni
1: Il dialetto
è strumento importante per la crescita socio-culturale di una
popolazione, tanto da fornire gli elementi essenziali per
la conoscenza precisa di un gruppo etnico. (Francesco Mininni: Il
Dialetto – Dignità di comunicazione, dignità sociale – AIERRE
Bari, 2000)
Bianca Tragni:
Se i
bambini vanno a scuola per imparare a parlare e scrivere in perfetto
italiano, è giusto che conoscano anche il dialetto, e ancor più
che imparino le lingue straniere. Sono tutti strumenti di cultura e
di comunicazione che arricchiscono enormemente. (Bianca Tragni in
“Cultura Popolare” G.d.M. 16/6/02)
| Grazia Stella Elia
- Non è forse con le parole del vernacolo che si esprime la vera
genuinità, la naturalezza della vita concreta, l’autentico
soffrire e sentire di un popolo? (Grazia Stella Elia: Dizionario
del Dialetto di Trinitapoli – Bari
2004) |
Mario Cosmai:
Ogni dialetto è
bello e caro al parlante del luogo, cui ricorda l’infanzia, gli
affetti, la terra in cui è nato. (Mario Cosmai: Antichi
toponimi di Puglia e Basilicata-Bisceglie 1991)
Nicola
Pice - Carmela Minenna: I dialetti sono come
la campagna e la lingua è come la città! Noi vogliamo avere tutte
le condizioni di vita più moderna, più agiate che offrano le città,
ma per ottenere questo non è affatto necessario distruggere il
verde e la campagna.
|
Francesco Mininni
2: ...Favorire
il dialetto significa rispettare le minoranze, che possono così
esprimere tensioni ideali e formulare proposte, dando voce a chi,
altrimenti, rimarrebbe escluso dalla comunicazione. Accettato in
questa dimensione il dialetto acquista dignità e diventa
liberatorio, sia per i ceti più bassi, che non si sentono esclusi
dal confronto, che quelli più alti, che possono adoperarlo, senza
che vi sia una critica aperta a loro riguardo. (Francesco Mininni: Il
Dialetto – Dignità di comunicazione, dignità sociale – AIERRE
Bari, 2000)
Nicoletta Penello:
Il dialetto è una lingua e non una corruzione della lingua
standard. (Nicoletta Penello: L’uso del dialetto
nell’insegnamento della grammatica, Padova, 2004)
Jean Claude Bouvier:
Il
dialetto è una realtà linguistica e culturale fondamentale...È il
dialetto che porta la traccia prima della storia di un popolo e
della diversità. (Jean Claude Bouvier)
Mario Cosmai:
Il dialetto è
lingua valida a tutti gli effetti, con una struttura, regole e
meccanismi di trasformazioni uguali a ogni altro idioma, anzi talora
più delicati e complessi. (Mario Cosmai: Antichi toponimi di
Puglia e Basilicata-Bisceglie 1991)
| Donato
Sciannameo: “...nessun linguaggio dialettale
s’identifica foneticamente con gli altri...”. E ciò è
perfettamente consono a quanto gli addetti ai lavori ben sanno e cioè
che ogni dialetto ha una fonetica, una morfologia, una sintassi ed
un lessico propri di quella data città o paese, come se fosse una
comune lingua parlata. (Dal volume: Grammatica del Dialetto di
Noicattaro, Donato Sciannameo – Edizioni Padri
Agostiniani, Noicattaro (BA), 1993) |
Francesco Mininni
3: Il dialetto
è un potente mezzo di comunicazione e ha diritto di cittadinanza
nella scuola, e non solo a livello sperimentale. (Francesco Mininni: Il
Dialetto – Dignità di comunicazione, dignità sociale – AIERRE
Bari, 2000)
| Studenti
... 1: Disconoscere il proprio
dialetto significa voler limitare, accanto all’uso
dell’italiano, il proprio linguaggio e soprattutto ignorare una
parte di sé. (Studenti dell’Istituto tecnico Commerciale di
Castellana Grotte 11/2/2005) |
| Nicola Gigante 1:
Il dialetto è la
testimonianza più viva della nostra civiltà, è l’espressione
della nostra fantasia. Per questo occorre salvarlo dall’assalto
continuo e snaturante dei mass media. (Nicola Gigante:
prefazione al libro: “palòri ti Maruggiu” di Antonio Molendini,
Martina Franca, 2000) |
| Studenti
... 2: Nella lingua dialettale
è possibile leggere infatti la propria storia della propria gente e
della propria terra cogliendo, attraverso gli influssi linguistici,
il succedersi dei popoli che hanno dato vita alla nostra società
attuale. (Studenti dell’Istituto tecnico Commerciale di
Castellana Grotte 11/2/2005) |
| Alfredo
Giovine 5: Lo studio del dialetto e della lingua hanno
identico valore scientifico, salvo che non si voglia identificare
nel primo, attraverso le lenti del preconcetto, un simbolo di
miseria, di rozzezza, di ignoranza (La Gazzetta del Mezzogiorno:
7-06-1962). (Alfredo Giovine: “Lettere al Direttore”,
Biblioteca dell’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi, Bari,
1967) |
Francesco Mininni
4: Il centro del linguaggio è l’uomo con le sue pulsioni, il suo
essere, le sue aspirazioni, se approfondiamo il dialetto studiamo la
persona con la sua dignità e spiritualità. (Francesco Mininni: Il
Dialetto – Dignità di comunicazione, dignità sociale – AIERRE
Bari, 2000)
| Nicola
Gigante 2: Il dialetto non è appannaggio
dell’analfabeta, del bifolco, o del “popolo basso”. Ma è
espressione di lessico familiare, di comunicazione calorosa e
intima. È la lingua madre, che lungi dall’essere un organismo
subalterno, ha una sua dignità e forza d’attrazione e merita
tutto il nostro rispetto e tutta la nostra attenzione. (Nicola
Gigante: Libro, “palòri ti Maruggiu, raccolta di termini e
locuzioni dialettali maruggesi” diAntonio Molendini, Torre
S. Susanna (BR), 2000) |
| Luigi
Vellucci: ...E il dialetto ritorna a ricordarci il
passato, una tradizione, un’etica corale senza origine né fine,
perché fa parte della nostra storia che, pur se sarà ingoiata dal
tempo, resterà eterna, come quei bronzi di Riace sommersi nel mare
e riportati dall’uomo alla luce dell’immortalità. (Luigi
Vellucci: Libro, “Poesia e tradizioni popolari dalla
Magna Grecia ai giorni nostri” – Edizioni Pugliesi, 2006) |
Pensieri importati dal portale dei Baresi nel Mondo
www.dondialetto.it.
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