DIALETTO
  o lingua materna, è uguale  

"Le lingue dal punto di vista fonetico sono migliaia, mentre dal punto di vista psicologico ne esistono solo due: la lingua materna o primaria e tutte l’altre lingue messe insieme o seconde". Ludwig Wittgenstein

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Alfia Milazzo, La lingua materna tra scienza e filosofia

 

 

Alfia Milazzo 

   ...   l’intersoggettività primaria, quella tra madre e figlio/a, alla base dello sviluppo mentale del bambino, è fortemente stimolata da quello che ho chiamato “intimo parlare materno”.

 

La lingua materna tra scienza e filosofia

 

Ormai è certo. Lo dicono pure gli scienziati: il cervello è dotato di una serie di neuroni a specchio, cioè capaci di rifletere le azioni che il soggetto vede compiere. I neuroni “mirror” si attivano anche di fronte alla descrizione di una azione tramite la lettura o il racconto.

La notizia viene dalle ricerche svolte nei laboratori dei ricercatori di Parma, un equipe di esperti nelle neuroscienze guidata da Iacoboni, Rizzolati e da Fogassi.

Questa scoperta conduce a 3 conseguenze fondamentali:

  1. Il pensiero e l’azione sono intimamente correlati (fuori da ogni tendenza riduzionistica) 

  2. L’intersoggettività è alla base dello sviluppo mentale della persona

  3. Questo sviluppo può essere scatenato dalla comunicazione verbale.

 

Seguendo questo ragionamento, si può dimostrare che l’intersoggettività primaria, quella tra madre e figlio/a, alla base dello sviluppo mentale del bambino, è fortemente stimolata da quello che ho chiamato “intimo parlare materno”.

La lingua materna quindi forma il bambino/a all’intersoggettività e ciò anche in senso biologico, non solo psicologico.  

Un altro aspetto mi preme sottolineare qui: il possibile connubio tra scienza, filosofia, linguistica e pedagogia.

 

Nell’inserto della Domenica, del Sole 24 Ore (26 febbraio 2006), Gloria Origgi parla di una terza cultura, ovvero di una cultura interdisciplinare che richiama senza riduzionismi, tutte le scienze a collaborare per la costruzione di un’antropologia cognitiva. Trovo molto interessante quest’idea. Suggerirei però di trovare nella lingua materna il punto di partenza. Colgo l’occasione per lanciare questa sfida a una donna filosofa capace di dialogare con la ricerca scientifica. A mio avviso nuove e incredibili prospettive si aprirebbero nell’ambito dello studio della società, dell’arte, della religione.

 

Alfia Milazzo  

 

il parlare materno

Riflessioni sulla lingua materna tratte dal sito http://nuke.mammablog.it/ 



Lingua di colori, sensazioni e intelligenza; parole di baci, carezze e tenerezza; gridolini di dolcezza e latte di conoscenza.
pag. _diario http://nuke.mammablog.it/_diario/tabid/69/Default.aspx 

 

l'albero della lingua 

La lingua materna è l'albero verde
della nostra coscienza.
L'arché e il ritorno,
il punto di riferimento,
il faro, il sorriso dell'infanzia.

pag. home http://nuke.mammablog.it/ 


Alfia Milazzo
_il mio libro
IL PARADISO SIAMO NOI
(per leggere una descrizione del libro e per acquistarlo clicca qui) 
info: maimone@maimone.it 

Dante

Dante e la nostra lingua


"......vulgarem locutionem asserimus
quam sine omni regola
nutricem imitantes accipimus."
De vulgari eloquentia

"O frate", disse, "questi ch'io ti cerno
col dito", e additò un spirto innanzi,
"fu miglior fabbro del parlar materno".
Divina Commedia, Purgatoeio canto XXVI

pag. home http://nuke.mammablog.it/ 

la lingua materna 

TORNARE ALLA LINGUA MATERNA 

Che cos’è all’origine di tutto, della nostra esperienza della vita, del mondo, e degli altri? E che cosa rimane, oltre i confini del nulla, al centro di tutto, di ciò che siamo oggi e che eravamo ieri, fino all'ora X del nostro concepimento nell'utero materno?

Che cosa resta, direbbe la Arendt?

Resta, resiste la lingua materna.

Che cos’è la lingua materna? 

E’ il sale della terra in cui siamo stati deposti sin dalla nascita.

E’ il nostro habitat originario.

L’essere umano si riconosce nella sua particolare capacità di parlare. La lingua che noi parliamo è il modo specifico di partecipare alla koinè umana. 

Ma la lingua materna non va confusa con la lingua nazionale, né con tutte quelle forme espressive che poggiano su codici e regole trascritti e studiati. La lingua è primariamente una vibrazione viva, che pone in rapporto un tu, un io e un esso, e li rappresenta simbolicamente in un significante e in un significato tra loro dinamicamente interallacciati.

La lingua materna è il nostro alfa conoscitivo e sensoriale da cui noi discendiamo. Non altro siamo, infatti, se non uno degli infiniti possibili giri di valzer attorno a quell’unicum di fiato-suono-contenuto-relazione che è la parola materna.


pag. _lingua materna http://nuke.mammablog.it/_linguamaterna/tabid/60/Default.aspx

 

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Autore del sito Paolo Pegoraro (breve biografia)
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