|
Proposta di legge regionale
|
PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE
TUTELA, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO
LINGUISTICO E CULTURALE VENETO
- D’iniziativa del consigliere provinciale
- ETTORE
BEGGIATO
R e l a z i o n e
|
- Parché scrivo in dialeto…..?
-
Dante,
Petrarca e quel dai Diese Giorni
- Gà pur scrito in toscan.
- Seguo l’esempio.
Giacomo Noventa
|
Nella seduta del 17 febbraio 2004 il Consiglio Provinciale di
Vicenza approvava, praticamente all’unanimità (26 voti favorevoli e un
solo astenuto) una mozione avente per oggetto “Per un inserimento della
lingua veneta fra le lingue tutelate dallo stato italiano (legge
482/1999)”, che allego alla presente relazione.
La
presente proposta di legge regionale è la naturale prosecuzione di quella
iniziativa
Nella
risoluzione adottata il 16 marzo 1988 il Consiglio d'Europa afferma nel
preambolo della "Carta Europea delle lingue regionali o
minoritarie", "il diritto delle popolazioni ad esprimersi nelle
loro lingue regionali o minoritarie nell'ambito della loro vita privata e
sociale costituisce un diritto imprescrittibile" e più avanti “la
difesa e il rafforzamento delle lingue regionali o minoritarie nei vari
paesi e nelle varie regioni d'Europa, lungi dal costituire un ostacolo
alle lingue nazionali, rappresentano un contributo importante
all'edificazione di un'Europa basata sui principi di democrazia e di
diversità culturale". E’ auspicabile quindi che pochi ultimi anni
che ci separano dal terzo millennio diventino gli anni della tutela, dello
sviluppo e della promozione delle lingue e delle culture regionali senza
naturalmente che questo pregiudichi il processo di integrazione europea né
la facilità di contatti fra i singoli popoli.
Anzi, gli stati più avanzati e rispettosi dei diritti delle
minoranze hanno capito che quando un popolo è cosciente della propria
identità, è più disponibile alla comprensione delle culture altrui, è
più rispettoso delle caratteristiche e delle peculiarità degli altri
popoli, è meno portato a misurare la civiltà o l'inciviltà altrui sul
proprio metro.
E su “Parlare l’Europa” volumetto edito dal Bureau Europeo
per le lingue meno diffuse si legge:
“A volte si crede che le lingue più usate abbiano più valore e
siano migliori solo in virtù del loro potere economico e del loro
prestigio sociale.
Il concetto di lingua superiore non ha alcun senso, ed è da
parecchio tempo che nessuno ci crede più.
Si riteneva anche che esistessero lingue superiori, ma questa idea
non trova più seguito. All’idea
di lingua inferiore corrispondeva l’idea perversa di popolo inferiore.
(E su questa idea razzistica, sul tentativo di far passare per
sottosviluppato chiunque parlasse veneto, il mondo della politica e della
cultura italiana hanno continuato e continuano a martellare
incessantemente).
 | OGNI LINGUA PUO' RISPONDERE ALLE NOSTRE ESIGENZE;
|
 |
OGNI LINGUA HA UN PROPRIO VALORE UNICO E INTRINSECO;
|
 |
OGNI LINGUA RAPPRESENTA UN ARRICCHIMENTO PER L’UMANITÀ”.
|
Questo ha un significato del tutto particolare nella nostra
regione: qui il veneto è parlato correntemente dal cinquantadue per cento
degli abitanti, la percentuale più alta fra i vari popoli presenti all’interno dello stato italiano secondo
l’ultima statistica Istat.
Crediamo sia superfluo in questa sede dilungarsi ulteriormente sul
significato, sull’importanza della lingua veneta, momento di
riaffermazione della nostra identità, della nostra cultura, della nostra
storia.
E proprio per accrescere quei valori sui quali il Veneto costruì
nel passato le sue fortune e sui quali può porre le basi del suo futuro,
viene proposta la “Festa del Popolo Veneto il 25 aprile giorno d S.
Marco (in alternativa si suggerisce il primo marzo, capodanno veneto).
Veneto che è lingua del gruppo neolatino occidentale (come il
francese il catalano lo spagnolo il portoghese ecc..) mentre l’italiano
è lingua del gruppo neolatino orientale (come il rumeno) (vedi
Mappa dei dialetti in Italia).
Va altresì ricordato come la Giunta regionale abbia stampato nel
1995 un manuale di grafia veneta unitaria elaborato da una Commissione scientifica diretta dal prof. Manlio Cortelazzo
e come il Veneto sia correntemente usato anche fuori dai confini della
nostra regione, dall’Istria alla Dalmazia (sia pure nelle varianti
locali) alle comunità dei Veneti nel mondo.
Alleghiamo alla presente copia del decreto del sindaco di Serafina
Correa, Sergio Antonio Massolini, che istituzionalizza l’uso del
“dialetto veneto” durante la settimana dal 23 al 31 luglio (Leggi
anche Un pezzo di Veneto nel Brasile). Siamo nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul.
E concludiamo
non senza
prima aver citato l'autorevolissimo Roland Breton che nella sua
"Geografia delle lingue" denuncia: "Una lingua che non
viene insegnata è una lingua che viene uccisa, tanto più quando al suo
posto se ne insegna un'altra" - con una poesia del poeta siciliano
Ignazio Buttitta:
- Un
populu
- mittitilu
a catina
- spugghiatilu
- attuppatici
a vucca,
- è
ancora libiru.
|
- Un popolo
- mettetelo in catena
- spogliatelo
- tappategli la bocca,
- è ancora libero.
|
- Livatici
u travagghiu
- u
passaportu
- a
tavola unni mancia
- u
letto unni dormi,
- è
ancora riccu.
|
- Toglieteli il lavoro
- il passaporto
- la tavola dove mangia
- il letto dove dorme,
-
è ancora ricco.
|
- Un populu,
- diventa
poviru e servu,
- quannu
ci arrobbanu a lingua
- addutata
di patri:
- è
persu pi sempri.
|
- Un popolo
- diventa povero e servo,
- quando gli rubano la lingua
- avuta in dote dai padri:
- è perso per sempre.
|
|