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Un pezzo di Veneto nel Brasile
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Un pezzo di Veneto nel Brasile
Serafina Correa, importante centro a circa 200
chilometri da Porto Alegre, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul,
è stata protagonista di una settimana di iniziative culturali incentrate
sulla lingua, cultura, musica, folklore "veneto" o meglio,
secondo la dizione locale "talian".
Una manifestazione ormai divenuta un appuntamento
tradizionale in un'area dove molto forte è la presenza di emigrati
italiani e in particolare veneti. Qui troviamo infatti Nova Bassano, Nova
Padua, qui c'era Nova Vicenza (diventata poi Farroupilha), qui il veneto
viene parlato correntemente a tutti i livelli e in tutte le occasioni.
Si pensi che durante la settimana di feste, la lingua
veneta, per decreto dell'allora sindaco Sergio Massolini è lingua
ufficiale in tutto il comune!
Numerosissime le manifestazioni che hanno animato la
settimana: dai tornei di mora, morina e briscola, all'esposizione dei
"puoti" (bambolotti) costruiti dagli alunni delle scuole
elementari, ai festival musicali e teatrali, agli stands gastronomici dove
si può mangiare "polenta e tocio, fortaia, radici coti, menestra de
capeleti, ecc."
Oltre naturalmente alla Messa domenicale anche
quella rigorosamente in talian: dal Vangelo secondo Mateo "Gesù el
ga discoresto de tante bele cose e el parlava sempre con storie. Na volta
el ga dito........." Evidentemente un veneto che vuole ascoltare la
Messa nella sua lingua deve prendersi l'areo e andare in Brasile. Chissà
poi perchè.........
Per non parlare della via principale di Serafina
Correa: qui troviamo le riproduzioni, eseguite con buon gusto e
proporzione, del Castello Inferiore di Marostica, della villa palladiana
"La Rotonda", della casa di Giulietta che ha di fronte quella di
Romeo. Il tutto non in dimensione nostalgica, ma dinamica, moderna.
Infatti all'interno del Castello di Marostica c'è un ristorante, nella
Rotonda troviamo un negozio di articoli da regalo, nella casa di Giulietta
una discoteca. E così pure per quanto riguarda l'aspetto culturale:
qui non si limitano a cantare "Sul ponte di Bassano" ma hanno
sviluppato una propria letteratura, proprie musiche, un proprio
teatro, ed è questo l'aspetto più interessante: ci troviamo di fronte a
una cultura "originale", frutto di quel patrimonio veneto
portato laggiù dai primi emigranti arrivati attorno al 1875.
Ed è incredibile l'attaccamento alle comuni radici
venete da parte di questi emigranti della quarta generazione, dal calore
con il quale circondano chi arriva dal Veneto, dall'incredulità che hanno
quando sentono parlare la loro stessa lingua "Ciò l'è on talian de
l'Italia e el parla come noantri": anche a loro, proprio come a noi,
per tanto tempo avevano fatto credere che la loro lingua era sinonimo di
sottosviluppo, la lingua dei contadini, arrivando addirittura a proibirla,
pena la galera (durante la seconda guerra mondiale, con il Brasile dalla
parte degli alleati, diversi di loro finirono in prigione per il solo
fatto che l'unica lingua che conoscevano era il talian).
Per non parlare dell'aspetto economico: i veneti (e
per la verità qualche trentino, friulano e lombardo) appena arrivati
laggiù hanno riproposto il modello ....veneto. E così grazie
all'artigianato e alla piccola e media industria, i tre stati dove
l'emigrazione veneta è stata più massiccia (Rio Grande do Sul, Santa
Catarina, Paranà) sono assieme allo stato di San Paulo, gli stati
economicamente più avanzati, e la festa del vino di Caxias do Sul è,
dopo il carnevale di Rio, la seconda manifestazione di tutto il Brasile.
Vino, appunto, potevano i veneti del Brasile farne a meno?
Assolutamente no, e così tutta la zona è
disseminata di cantine che producono un ottimo vino.
E dopo i contatti culturali, sta decollando, grazie
anche all'azione della Regione, delle Provincie e dei Comuni,
l'interscambio economico.
Oltre a questo aumenta la richiesta, da parte dei
giovani, di venire a conoscere la terra dei padri: e non solo per un
giretto turistico, ma per imparare un mestiere, per seguire un corso
di formazione; ci sono già ben quattro giovani della sola Serafina Correa
che stanno lavorando in provincia di Vicenza. E qui incontrano
diversi problemi. Il principale è la cittadinanza: i loro cognomi sono
stati cambiati, "brasilianizzati" (il cognome originario
del sindaco Massolini era Mazzoleni!), tantissimi non sanno da dove
sono partiti e quindi fanno fatica a recuperare i cerificati dei loro avi,
e, bisogna dirlo, finora le autorità diplomatiche italiane hanno fatto di
tutto per rendere difficili le pratiche di riacquisizione della
cittadinanza, salvo qualche lodevole eccezione. E' necessario allora
creare un canale privilegiato per il riconoscimento della cittadinanza,
sveltire le pratiche, trattare il brasiliano o il figlio di emigranti
veneti non come un criminale ma come colui nei confronti del quale la
nostra società ha un grosso debito: il relativo benessere nel quale ci
troviamo a vivere è anche frutto delle rimesse degli emigranti, è anche
frutto del sacrificio di migliaia di veneti che sono stati costretti ad
emigrare.
Tutto qui, come il solito noi veneti non abbiamo
bisogno di leggi e leggine dello stato italiano; ci basta il minimo
(dovuto) e poi ci arrangiamo. E bene.
-
ETTORE BEGGIATO
- cittadino
onorario
- Serafina Correa